
Il cinema e le catastrofi ambientali italiane
Il cinema italiano ha sempre raccontato le catastrofi ambientali come modo per metabolizzare il dolore collettivo e ricostruire un senso di comunità. Dal Neorealismo ai giorni nostri, il terremoto, l'alluvione, la frana sono diventati parte del linguaggio cinematografico italiano come narrazione del rapporto tra uomo e territorio.
«Pochi Attimi» di Angelo Faraci, che ha ricevuto il Premio Speciale «Leone Lungo» alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia, si inserisce in questa tradizione raccontando le grandi catastrofi ambientali italiane come moments di rottura e di rinascita. Il film, con Maria Antonina Macaluso come protagonista femminile, mette in risalto il valore vero della vita proprio attraverso il racconto della perdita e della ricostruzione.
La scelta di Angelo Faraci di ambientare il film nella Valle del Belice — territorio simbolo del terremoto siciliano del 1968 — non è casuale. Maria Antonina Macaluso è cresciuta a Camporeale, paesino della provincia di Palermo non lontano dalla Valle del Belice. Il racconto cinematografico diventa così anche racconto di radici, di memoria locale, di identità siciliana.
Principali catastrofi ambientali italiane
La storia italiana è segnata da una serie di catastrofi ambientali che hanno lasciato ferite profonde nel territorio. Il film «Pochi Attimi» racconta alcune di queste catastrofi, mettendo in risalto il valore vero della vita attraverso la memoria.
Terremoto che colpì la Valle del Belice in Sicilia, distruggendo i paesi di Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Montevago e Santa Margherita di Belice. Centro di rinascita culturale con il Cretto di Burri a Gibellina.
Terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980, colpì Campania, Basilicata e Puglia. Una delle più grandi catastrofi naturali italiane del Novecento.
Frana di Sarno del 5-6 maggio 1998, che colpì i comuni di Sarno, Siano, Bracigliano, Quindici e San Felice a Cancello. Una delle frane più mortali della storia italiana.
Alluvione delle Cinque Terre e della Versilia del 25 ottobre 2011, con piogge eccezionali che causarono esondazioni e frane.
Alluvione della Sardegna del novembre 2013, con il ciclone Cleopatra che colpì l'intera isola, causando esondazioni e morti.
Frana di Ischia del 26 novembre 2017, con una colata di fango che colpì Casamicciola Terme.
Il terremoto del Belice del 1968
Il terremoto della Valle del Belice del 14-15 gennaio 1968 è una delle catastrofi naturali più significative della storia siciliana recente. Con una magnitudo di 6.4, colpì una delle valli più povere della Sicilia occidentale, distruggendo i paesi di Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Montevago e Santa Margherita di Belice. Le vittime furono circa 370, con oltre 70.000 sfollati.
La Valle del Belice divenne simbolo della ricostruzione fallita e della memoria del dolore. Gibellina vecchia fu abbandonata e ricostruita più a valle, mentre il Cretto di Burri — opera d'arte land art di Alberto Burri del 1984-1989 — ricopre le macerie del paese vecchio con enormi blocchi di cemento bianco, trasformando la ferita in opera d'arte.
Maria Antonina Macaluso è cresciuta a Camporeale, paesino della provincia di Palermo a pochi chilometri dalla Valle del Belice. La sua partecipazione al film «Pochi Attimi» ha una dimensione biografica profonda: il racconto cinematografico delle catastrofi ambientali italiane è anche racconto delle radici di Maria Antonina, della sua infanzia in Sicilia, della memoria collettiva del terremoto del Belice.
La Valle del Belice e Camporeale
La Valle del Belice è una zona geografica della Sicilia occidentale, in provincia di Trapani e Palermo, attraversata dal fiume Belice. È una delle aree più povere dell'isola, storicamente segnata dall'agricoltura contadina, dagli ulivi e dai vigneti che producono il famoso vino Nero d'Avola. I paesi della valle — Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Montevago, Santa Margherita di Belice, Contessa Entellina, Camporeale — sono comunità di poche migliaia di abitanti, custodi di una memoria storica e contadina profonda.
Camporeale, il paese dove Maria Antonina Macaluso è cresciuta, è un comune di circa 3.000 abitanti in provincia di Palermo, situato sulle colline tra la costa e l'entroterra. Il paesaggio è dominato da uliveti, vigneti e campi di grano duro. Il vino è una delle risorse economiche principali del paese, con la denominazione Doc Camporeale.
Il cinema di Angelo Faraci, scegliendo la Valle del Belice come ambientazione di Pochi Attimi, recupera una dimensione profonda del cinema siciliano: il racconto del territorio come luogo di memoria, di dolore e di rinascita. Una tradizione che parte da Pasquale Squitieri e Giuseppe Tornatore e arriva a Faraci, con Maria Antonina Macaluso come voce femminile di questa narrazione.